Rocca San Casciano, la magia di un borgo ricco di cultura, creatività, tradizione e splendida natura

Una distesa di querceti di roverella e rovere, un sottobosco di arbusti di ginepro, biancospino, prugnolo e rosa canina sono la cornice naturale di Rocca San Casciano, un paese non distante da Forlì e da Cesena, bagnato dal fiume Montone. Un paese di grande vitalità creativa dove la cultura dell’ospitalità è di casa e che con sagre, mercati ni, attività di ristoro per ogni gusto sa far scoprire l’eccellente qualità dei prodotti del territorio: dai salumi ai formaggi da gustare con le insuperabili piadine, andando poi al miele e ai manufatti con gli insuperabili sapori del bosco

l cuore del borgo è piazza Garibaldi, circondata da portici che anticamente ospitavano fiere e mercati.
Sull’agorà si affacciano palazzi rinascimentali e svetta la torre civica – o torre
dell’orologio – risalente alla fine del 1600, che in una nicchia custodisce una particolarissima statua della Vergine Addolorata. L’antica chiesa di Santa Maria delle Lacrime oggi in via Cairoli, secoli fa aveva un’altra ubicazione.
Nella sua attuale posizione, fi n dal XIV secolo, vi era un “ospedale” con una cappella dove il 17 gennaio 1523 si verificò il miracoloso pianto dell’immagine della Vergine, da cui la chiesa prese il nome. Dopo il sisma del 1661, che distrusse gran parte del paese, il pievano Ambrogio Tassinari, nel 1776, decise di far erigere al posto della chiesetta ormai distrutta, quella attuale. Tassinari morì ma fu portata a termine dal granduca Pietro Leopoldo che inviò da Firenze a Rocca San Casciano un gran numero di efficienti muratori e scalpellini.
La Rocca o Castellaccio voluta nel XIV secolo dai conti Guidi di Dovadola, anticamente presentava una fitta quanto strategica rete di cunicoli sotterranei. Ancora oggi rimane una costruzione solida e fi era che sembra voler osservare con la debita attenzione di un tempo il borgo sottostante.
Un poco fuori del centro urbano, a circa quattro chilometri da esso, posta sopra un colle si trova poi l’abbazia di San Donnino in Soglio che risale all’anno Mille ed è uno dei monasteri benedettini più conosciuti della Romagna.
All’interno è possibile ammirare l’affresco dedicato alla vita di San Donnino risalente alla scuola riminese/bolognese del 1400.
Dopo la visita storico-artistica del borgo, per gli appassionati di sport all’aria aperta, per gli amanti del trekking o per chi prediliga l’osservazione a carattere naturalistico vi è solo l’imbarazzo della scelta poichè moltissimi sono i percorsi dedicati. Le escursioni si fanno interessanti in tutte le stagioni, ma è soprattutto in primavera e in estate che dalle radure agresti già a distanza proviene un intenso, gradevolissimo profumo di ginestre, mentre il sottobosco erbaceo ricco di pungitopo, asparagi selvatici, caprifogli ed orchidee risalta d’incredibile bellezza.
La Festa del Falò prende origine da una tradizione molto antica rivisitata poi nel XVIII secolo quando nei cortili di ogni contrada del paese veniva acceso un fuoco intorno al quale si mangiava, si beveva e si danzava sino a notte fonda. Ancora oggi questa festa di primavera è un evento sentito e partecipato da persone di tutte le età dove a sfidarsi sono i due principali rioni: Borgo e Mercato. Per l’occasione i concorrenti si fronteggiano nell’allestimento di quello che sarà il falò più bello in termini di altezza e consistenza. Già dal tardo pomeriggio gli incaricati all’accensione delle cataste mettono a punto le strategie di longevità del fuoco e sarà un’attenta squadra di specialisti a verificare che i due pagliai siano idonei in termini di preparazione, congruità e sicurezza.
Una ventina di ragazzi per rione si mettono quindi intorno ai grandissimi cumuli di paglia attendendo il via alla competizione, decretato dallo scoppio di un petardo. La rapidità e l’altezza delle fiamme saranno gli elementi dirimenti per stabilire la migliore partenza e poi, man mano, nel corso dell’evento saranno gli stessi partecipanti a stabilire quale dei due falò avrà vinto in base alla vivacità delle fiamme e alla loro durata. Seguirà lo spettacolo pirotecnico, la sfilata dei carri allegorici con figuranti in costume, musica, balli e tanta allegria.