Padova, Patavium urbs picta tra arte, storia, vitalità e innovazione

Padova, cuore del Veneto, è una città bellissima e dinamica circondata dai colli Euganei, rilievi di origine vulcanica, che rendono ondulato, lieve e verdeggiante l’abbraccio rivolto alla pianura. La città raccoglie un considerevole patrimonio culturale, ed è sede di una delle più illustri università d’Italia.

Parte della vitalità cittadina è legata all’Università, una delle più antiche del mondo. Nel 1222, infatti, un gruppo di studenti e professori in cerca di una maggiore libertà accademica si spostò dall’Università di Bologna a quella di Padova. Il motto dell’Ateneo patavino è Universa Universis Patavina Libertas (tutta intera, per tutti, la libertà nell’Università di Padova) a sottolineare l’emancipazione di pensiero e opinione che caratterizza questa istituzione fin dalla sua origine. Non è un caso che qui abbia insegnato per anni lo scienziato Galileo Galilei e che vi sia stata, nel 1678, la prima donna mai laureata, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia. Oggi l’Università è resa viva anche dalla proliferazione di radicate tradizioni studentesche quali la goliardia e l’usanza dei papiri di laurea – manifesti satirici in rima sulla vita del neolaureato, corredati di caricatura e accompagnati da scherzi – una consuetudine che sembra risalga al XVI secolo.
La storia della città passa dalla sede del Bo, con il suo Teatro Anatomico e la Cattedra di Galileo, come pure dall’Orto Botanico universitario, fondato nel 1545 – il più antico al mondo – ancora ubicato nella sua collocazione originaria e, dal 1997 divenuto patrimonio UNESCO. Segni dell’incidenza scientifica su questa città medievale si trovano in diverse architetture tra cui il Palazzo della Ragione con i suoi 82 metri di lunghezza e i quasi 30 di larghezza, antica sede dei tribunali cittadini, nonchè una delle più ampie aule sospese d’Europa.
Un altro motivo di vanto per Padova riguarda la pittura con i cicli affrescati del XIV secolo che da luglio 2021 sono patrimonio mondiale UNESCO, conferendo alla città il titolo di Urbs Picta: un percorso diffuso lungo il quale si distingue in primo luogo la Cappella degli Scrovegni, capolavoro di Giotto. Il percorso si dipana in oltre 3.500 metri quadrati di affre- schi presenti in otto diverse aree, che portano la firma di sei prestigiosissimi artisti. I cicli pittorici si offrono allo sguardo dei visitatori come un insieme unitario, benchè articolato e composito, che narra momenti diversi di uno stesso racconto.
Ma parlando di Padova non si può non fare accenno ai “tre senza” che la caratterizzano: il santo senza nome; il caffè senza porte; il prato senza erba.

best places and landmarks of northern Italy – medieval walled Cittadella town, Padua, Veneto

l “santo senza nome” è Sant’Antonio da Lisbona, morto e sepolto proprio a Padova e di cui la città ha in seguito assunto il toponimo. La Pontificia basilica dedicata a Sant’Antonio, che i padovani chiamano, appunto, semplicemente “il santo”, è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo in qualsiasi momento dell’anno. La chiesa fu realizzata nel XIII secolo, con caratteristiche architettoniche che la distinguono da ogni altra struttura medievale. Al suo interno sono conservati il corpo e altre reliquie di Sant’Antonio, tra cui la famosa lingua.

Vi è poi il Pedrocchi, ovvero il “caffè senza porte”, così chiamato perché tempo addietro aveva la caratteristica di non chiudere né di notte né di giorno. La presenza a Padova di questo luogo peculiare si deve ad Antonio Pedrocchi che lo aprì ad intellettuali, studenti, artisti e letterati. L’architettura, opera dall’illuminista Giuseppe Jappelli (1831), mescola diversi stili che vanno dal neoclassico al gotico facendo uso di materiali innovativi per l’epoca e presentando particolarità come, ad esempio, il cromatismo delle tre sale che richiama esplicitamente la bandiera nazionale.
E per tornare alle “tre senza” ecco infine il“prato senza erba”, ovvero Prato della Valle, una delle piazze più grandi e belle d’Europa con i suoi 90.000 metri quadrati, seconda solo alla Piazza Rossa di Mosca. Lo spazio monumentale è caratterizzato da un’isola verde centrale, l’isola Memmia, circondata da un canale ornato da un doppio basamento di statue di 78 celebri personaggi del passato e collegata da quattro viali che attraversano la piazza su piccoli ponti.

Enogastronomia

La tradizione gastronomica di Padova sa soddisfare qualsiasi palato andando dalla pasta e fagioli ai bigoli conditi con ragù di anatra, dal gran bollito ai salumi, dalla torta pazientina ai zaetti.
Ma volendo vivere un altro aspetto della tradizione locale, beneficiando della meravigliosa vista delle piazze cittadine – della Frutta, delle Erbe e dei Signori – si possono assaggiare i folpetti sotto il mercato coperto del Salone, per poi sedersi in buona compagnia ad un tavolino gustando l’imperdibile spritz all’ora del tramonto