Lazio, nuova agenda digitale 2022-2026, sostenibilità e competitività delle imprese

Tanti i progetti della Regione Lazio che guardano all’integrazione della dimensione sociale, economica e ambientale. La nuova Agenda sarà in grado di dare maggiori abilità digitali con strategie di sviluppo e innovazione segnando una progressione sostenibile quanto inclusiva

La nuova Agenda digitale del Lazio 2022-2026 ha come perno una maggiore competitività e servizi più accessibili a tutti, tanto da avere dato il via ad una consultazione pubblica rivolta a cittadini, imprese ed Enti locali che potranno dire la loro in riferimento alle diverse aree strategiche d’azione per le infrastrutture abilitanti, la cyber security, cultura e competenze digitali, accessibilità alla tecnologia, servizi e semplificazione dei processi. La nuova Agenda sarà in grado di dare maggiori abilità digitali con strategie di sviluppo e innovazione per i prossimi cinque segnando una progressione sostenibile quanto inclusiva. La strategia è volta ad individuare priorità e modalità d’intervento per uno spazio tecnologico tutelato e al tempo stesso più aperto.
Tra le finalità da raggiungere entro il 2026 – il medesimo orizzonte temporale previsto dal piano di investimenti del PNRR – vi è quella di colmare il divario digitale, alfabetizzando almeno il 70% della popolazione regionale. Tra gli obiettivi anche quelli di implementare il più possibile il numero dei cittadini in possesso di competenze digitali avanzate, incrementare la quota delle micro, piccole e medie imprese che utilizzano specialisti ICT, arrivare almeno al 65% dei coloro che si avvalgono dei servizi pubblici digitali, nonché al conseguimento dell’80% della popolazione sul suolo regionale che utilizzi Internet. Il bando “Le Strade del Commercio” presentato a Roma il 28 marzo 2022 vuole, invece, accrescere la competitività delle micro, piccole e medie imprese commerciali per poter valorizzare i diversi territori regionali e migliorare la qualità di vita delle comunità locali. Il bando è volto alla realizzazione di reti d’impresa tra attività economiche su strada per potenziarne la competitività rappresentando al meglio un esempio virtuoso di sviluppo territoriale sostenibile.

La blue economy tra le linee programmatiche di sviluppo sostenibile del Lazio per la crescita di un’economia circolare attenta all’ambiente

Un’altra pagina di grande interesse riguarda l’economia blu che svolgerà sempre più un ruolo di primo piano nella transizione ecologica verso un’economia neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Ed è con questo sguardo che il Consiglio regionale del Lazio ha approvato nel mese di febbraio 2022 la proposta di legge regionale n. 224, “Disposizioni per la promozione della formazione, occupazione e sviluppo nei settori della blue economy”, con fondi per il biennio 2022-23 destinati ad investimenti innovativi, alla creazione di nuove imprese giovanili e femminili, nonché alla realizzazione di un coordinamento delle Università del Lazio per garantire la formazione di professionalità di alto livello nell’ambito della stessa blue economy. Un intervento di valorizzazione che riguarda tutte quelle risorse ed attività che dipendono non soltanto dal mare – ma anche dai tanti bei laghi e fiumi presenti sul territorio del Lazio – che introduce misure di formazione con la finalità di creare professionalità nei settori di incidenza della blue economy, come le attività turistico-ricettive, quelle estrattive, il trasporto, la pesca, la biotecnologia marina e la nautica.
Un altro aspetto del piano riguarda poi le misure di coordinamento, in relazione alla blue economy, tra istituzioni pubbliche, soggetti privati e operatori economici presenti sul territorio per poter individuare le soluzioni migliori finalizzate ad aumentare competitività, rispetto ambientale, efficienza energetica. Sono state pensate anche iniziative di promozione, a supporto della ricerca, per sostenere l’imprenditoria giovanile nel settore dell’economia blu e per lo sviluppo di prodotti e servizi innovativi sul territorio. La legge introduce, infine, misure di programmazione per individuare le risorse da destinare, in termini integrativi, agli interventi del fondo “Bluinvest” approvato da Bruxelles. Le disposizioni prevedono un programma triennale in termini di programmazione generale ed uno annuale per l’effettiva operatività.