Isolmant “Green Generation”: il progetto di responsabilità ambientale e approvvigionamento sostenibile di materiali per l’isolamento acustico

Ogni prodotto Isolmant è analizzato sotto ogni aspetto, da quando nasce a quando è sostituito o dismesso. Attraverso un’economia circolare sono nati e stanno nascendo molti prodotti ma anche riclassificazioni di prodotti già esistenti che oggi più che mai devono garantire la loro qualità e sostenibilità attraverso certificazioni precise e coerenti con le richieste del mercato

Isolmant è un’azienda che opera da decenni nell’applicazione e nello sviluppo di soluzioni per il comfort acustico, ce ne vuole parlare?

Eugenio Canni Ferrari, Amministratore Delegato Isolmant

Isolmant è un marchio Tecnasfalti, un’azienda che muove i primi passi a metà degli anni ’70. Fin dalle origini ha avuto nel suo DNA Il confort acustico: la sua fortuna nasce infatti dallo sviluppo del suo prodotto storico chiamato appunto “Isolmant” (oramai arrivato alla 3° evoluzione), un polietilene reticolato specifico per isolare acusticamente il pavimento: nato dalla collaborazione con la Montepolimeri (gruppo Montedison) fu il primo prodotto destinato a questa applicazione e ancora l’unico sviluppato con queste caratteristiche così specificatamente dedicate. Questa prima “invenzione” portò allo sviluppo di soluzioni per il miglioramento del comfort e quindi l’introduzione del concetto di isolamento acustico dai rumori di calpestio, questo oltre un decennio prima che l’introduzione di una specifica legge (la 447/95) obbligasse l’inserimento dell’isolamento acustico nelle costruzioni imponendo dei livelli di rumore massimi applicabili nella progettazione e da rispettare in opera nelle varie tipologie di situazioni abitative. Da allora si sono susseguiti studi, ricerche e realizzazioni di sistemi sempre più specifici e moderni con un unico comune denominatore, dare strumenti al mondo della progettazione e delle costruzioni per creare strutture sempre più efficaci e adatte non solo al rispetto dei valori di legge ma soprattutto a rendere ogni ambiente il più idoneo possibile al proprio utilizzo. Per noi questo elemento è fondamentale: ogni prodotto nasce avendo come riferimento il risultato che deve portare in termini di benessere abitativo, oltre che la sua applicabilità in cantiere e la sua resa all’interno di un sistema costruttivo complesso. Per Isolmant è strategico partire dal risultato da ottenere e dal sistema nel quale il prodotto si va ad inserire. È per questo che per primi abbiamo sviluppato e introdotto molteplici concetti che ruotano intorno all’idea del “sistema acustico”, come Sistema Pavimento, un modo di raggruppare tutti i sistemi di costruzione nell’orizzontale, certificarli e svilupparli insieme ai componenti della filiera; isolmant4you, che introduce il concetto abbinato acustica/sistema di posa per l’applicazione di sistemi a basso spessore per il
risanamento delle strutture verticali e i brand isolspace e Skin, per arrivare a tutti i consumatori con sistemi di correzione acustica ambientale abbinati all’estetica e al design.

L’Agenda 2030, sottoscritta da 193 Stati aderenti all’ONU, vede
impegnate in prima linea le aziende nella transizione eco-sostenibile. Quali passi sta compiendo Isolmant nel sistema di economia circolare?

Prima agenda ‘21 diventata poi agenda ‘30 hanno portato al loro interno il concetto di confort. Giustamente a mio parere: sostenibilità è un modo di intendere il mantenimento del nostro pianeta, di garantire il futuro alle nuove generazioni migliorandolo in tutti i suoi aspetti, e uno di questi è senza dubbio quello del vivere in ambienti sani e confortevoli. Questo passa dal concetto di prodotto e sistema, che come ho detto prima è parte integrante del nostro modo di vivere il nostro business, ma anche dal concetto di sostenibilità di prodotto, che riguarda il suo ciclo di vita e la sua qualità.
Un prodotto deve necessariamente rispondere a questi requisiti per essere inserito nella nostra gamma di soluzioni, e il lavoro del nostro ufficio tecnico è molto rigoroso in questo senso. Per noi qualità è sinonimo di risultato, di resa e di prestazione garantita e duratura nel tempo. Abbiamo studiato ogni nostro prodotto, rianalizzandolo sotto ogni aspetto, da quando nasce a quando sarà sostituito o dismesso.
Valutandone l’aspetto di economia circolare al suo interno. Da qui sono nati e stanno nascendo molti prodotti ma anche riclassificazioni di prodotti già esistenti che oggi più che mai devono garantire la loro qualità e sostenibilità attraverso certificazioni precise e coerenti con le richieste del mercato.

Può spiegarci cosa è il progetto Isolmant Green Generation?

Circa un decennio fa è nato il nostro protocollo interno Isolmant Green Planet, un decalogo in cui ci siamo imposti severe ma coerenti regole di sviluppo sostenibile ancora prima della redazione di Agenda 2030. Un protocollo che aggiorniamo e rinnoviamo periodicamente nel suo codice etico/deontologico e che coinvolge non solo la produzione ma tutti i comportamenti del nostro team e il nostro modo di intendere l’imprenditoria. Non è un caso che negli ultimi anni abbiamo assunto molti giovani per proiettarci nel futuro più prossimo, creando un “consiglio dei giovani” che deve tradurre la nostra esperienza acquisita in quasi 50 anni di presenza sul mercato nel linguaggio del futuro. Questo si è concretizzato nel progetto Green Generation, ovvero nella ricerca e sviluppo rispetto all’approvvigionamento di materie prime di origine non fossile, e alla conseguente introduzione sul mercato di prodotti in linea con agenda 2030 e con le sue indicazioni di diminuire l’utilizzo di materie prime di origine fossile e di sviluppare prodotti con le stesse qualità e performances ma con materie prime bio-based. E risale proprio a qualche mese fa l’ottenimento della prestigiosa certificazione internazionale ISCC PLUS che ha portato poi al lancio di nuovi prodotti realizzati con il nuovo polietilene Isolmant Serie R proveniente da fonti rinnovabili.

Qual è secondo lei oggi il concetto di responsabilità sociale dell’impresa?

Il concetto di impresa nella sua accezione più moderna è legato molto saldamente al senso di responsabilità. Non parlo solo perché finanziariamente una impresa deve essere efficiente ed efficace, ma intendo anche che una impresa ha un dovere sociale fondamentale al pari di ogni cittadino: trasmettere dei valori al futuro. Creare le condizioni per un futuro migliore e di valore, farlo in maniera consapevole, sostenibile ma soprattutto con responsabilità totale è dovere della nostra azienda e di tutte le imprese, a partire da chi come me ne rappresenta i vertici fino ad arrivare a tutti i collaboratori. Ci siamo accorti che il futuro non è solo un avvenimento che si presenterà comunque vada ma è anche una responsabilità di ognuno di noi: tutti dobbiamo farcene carico, noi imprenditori in primis.
Ne sento molto la responsabilità, a mio parere il profitto assoluto aveva tolto un po’ di questa responsabilità, si considerava l’impresa come una sorta di “creatore di margini” quando invece oltre a essere questo (ovviamente una azienda deve essere efficiente economicamente e finanziariamente) ha anche un dovere sociale di educare, rappresentare e portare valori importanti sul mercato e nella società, non solo quelli di confort acustico ma anche e soprattutto quelli di rispetto, correttezza e responsabilità. Non è un compito facile ma è un dovere imperativo per noi.